IFIGENIA IN TAURIDE

Di Euripide
Regia di Sista Bramini
Con Cristina Baruffi,  AnnaMaria Civico, Lilia Ruocco, Diana Scarponi, Debora Totti
Cori originali di Francesca Ferri

Ifigenia in Tauride narra la vicenda della figlia di Agamennone da questi sacrificata per ingraziarsi gli dei alleati nella guerra di Troia. Salvata all’insaputa di tutti da Artemide, Ifigenia vive nella selvaggia terra di Tauride tra il rancore e la nostalgia per la sua patria. Un coro di donne canta e racconta questa storia spostandosi con gli spettatori nello spazio naturale di luogo in luogo attraverso un percorso percettivo estremamente curato in cui i cori originali, composti da Francesca Ferri sui modi di antiche sonorità polifoniche popolari, si confrontano con le caratteristiche acustiche del luogo. Il forte coinvolgimento degli spettatori (non più di quaranta ogni volta), trasforma il cammino in un vero evento, quasi una sorta di pellegrinaggio iniziatico nel quale è possibile incontrare il mito antico che parlandoci della drammatica ricerca di fraternità tra gli uomini e le donne narra di un’altra fraternità, quella tra cultura e natura (e se si vuole tra città e natura).

«Un pubblico eterogeneo, dai bambini ai loro genitori ad alcuni nonni anche, va incontro in rispettoso silenzio e in assoluta 
concentrazione, a quello che promette, dal primo momento, di essere un viaggio iniziatico, un percorso in cui lo spettatore si troverà 
coinvolto in un tripudio di sensazioni e percezioni, da quelle olfattive-di incensi bruciati, macchia mediterranea e menta- a quelle sonore,
fra la risacca del mare sugli scogli e le straordinarie capacità di canto delle cinque attrici» 
Raffaella Venturi, L’UNIONE SARDA

«Indovinata e inusuale l’ambientazione a Monte Pellegrino: nonostante l’area sia accidentata e piuttosto ampia, Ifigenia in Tauride 
riesce a offrire un impressione di netta compattezza che amplifica se possibile, questa rapporto con gli elementi naturali, punto di forza 
della compagnia. L’ambiente è rispettato all’estremo e la spettacolarizzazione degli elementi raggiunge l’apice nella parte finale, 
al tramonto ( l’uso del tempo è fondamentale), illuminato da tante fiammelle» 
Simonetta Trovato, GIORNALE DI SICILIA