METAMORFOSI

Spettacolo di TeatroNatura dalle Metamorfosi di Ovidio

con Daniela Altieri, Sista Bramini, Camilla Dell’Agnola, Daniela Marcello, Lucio Mattioli, Federica Mauri, Maria Mazzei, Eva Paciulli, Josè Damian Soriano, Andrea Sprizzi, Tiziana Tiberio

Drammaturgia e Regia di Sista Bramini
Scene e costumi Fernanda Pessolano
Musica Francesca Ferri 

Lo spettacolo è itinerante nei luoghi naturali. Mette in scena alcuni celebri episodi del  poema ovidiano ponendo l’accento sul legame indissolubile che i miti archetipici hanno con la natura. Il luogo naturale diventa spazio scenico. Viene condiviso con gli spettatori e vissuto teatralmente come partner vivo e non come mero fondale scenografico. La ‘metamorfosi’ fa parte di un universo  in cui mondi paralleli -il vegetale, l’animale, il minerale, il divino e l’umano- entrano l’uno nell’altro. Nella nostra ‘utopia concreta’ il mito continua- sia pur nel ‘rituale vivente del teatro’ – a dialogare col vento, il mare, le colline, le rocce, le grotte, il bosco. Dèi e semidèi avanzano sui trampoli per restituire la dimensione fantastica del loro ‘apparire’ nel/dal paesaggio.

«Volevo sottolineare che l’operazione di questo gruppo credo sia unica: abbiamo visto milioni di spettacoli in cui gli attori cantano,
ma polifonicamente, insieme a cappella, è una specialità assoluta di TeatroNatura. Mi affascina il lavoro di TeatroNatura. 
Lo vedo come una delle ramificazioni della grande idea utopica del Gesamtkunstwerk wagneriano; a me sembra che questa ricerca 
di arte totale che per tanti modi è collegata alla décadence, a Wagner stesso (attraverso soprattutto i suoi esegeti, a cominciare 
da Appia), abbia portato anche a questo risultato, che secondo me sarebbe stato inimmaginabile senza quel grande sogno 
ottocentesco. Il rapporto del mito con la natura, che lì era evocato attraverso la musica, qui invece è direttamente percepito 
dai sensi dello spettatore, i cinque sensi (…).La cosa che più sorprende, credo, chi vede per la prima volta uno vostro spettacolo, 
è vedere l’attore lontano, l’attore inserito nel paesaggio che, perlomeno a me, richiama il paesaggio con figura manierista 
e barocco.»
Michele Suozzo CONVERSAZIONE SUL TEATRONATURA