Poesia d’ascolto è un ciclo di letture-spettacolo di poesia, a cura di Daniela Attanasio, che sono state create nella Sala CantieriScalzi.
Per “Poesia d’ascolto” s‘intende una poesia capace di trasmettere attraverso il suo andamento narrativo non solo l’emozione dell’esperienza ma anche il percorso “logico” del pensiero, della visione o dell’evento che il poeta traduce nel suo linguaggio. Allestimenti scenici leggeri ed evocativi, musiche originali scritte per gli eventi ed eseguite dal vivo, accompagnano la suggestione della parola poetica live, in relazione diretta col pubblico, in un rapporto tra esseri.

Del mio e dell’altrui amore (2003)
Poemetto in versi e prosa di e letto da Daniela Attanasio, musiche originali di Francesca Ferri eseguite dal vivo da Elisabetta del Buono clarinetto, Camilla Dell’Agnola viola, Francesca Ferri pianoforte. Presentato a Roma, sala CantieriScalzi, nella rassegna O delle favole antiche e in collaborazione con la Casa internazionale delle donne di Roma.«Da tempo volevo tornare a scrivere dell’amore. L’ultima volta fu agli inizi della primavera…». Con queste parole si apre il breve poema-trattato sull’amore di Daniela Attanasio. Un racconto in versi e prosa in cui si specchiano le verità psicologiche di una storia nella sua relazione con gli avvenimenti del mondo e il ragionare sul movimento sentimentale e speculativo che la storia stessa ha prodotto. La narrazione, affidata alla voce dell’autrice, sarà sostenuta e amplificata dalla musica originale per viola, clarinetto e pianoforte, scritta da Francesca Ferri ed eseguita dal vivo.

Canto alla durata (2002)
Lettura-spettacolo del breve poema di Peter Handke, a cura di D. Attanasio, voci recitanti: Daniela Attanasio e Sista Bramini, viola: Camilla Dell’Agnola, installazione di Anne Clémence de Grolée, musica di Giovanna Natalini. Presentato a Roma, alla Casa delle letterature e alla Sala CantieriScalzi e alla cattedrale vegetale di Arte Sella (Borgo Valsugana, Tn). «È da tanto che voglio scrivere qualcosa sulla durata,/-non un saggio, non un testo teatrale, non una storia-/la durata induce alla poesia». Così inizia questo sorprendente, limpido canto che riporta felicemente alla poesia lo scrittore austriaco Peter Handke. Questo breve poema, in cui l’autore s’interroga sul “più sfuggente di tutti i sentimenti”, è dedicato alla sensazione del vivere e a quanto della vita risuona nella durevolezza della nostra memoria e del nostro agire.

Addio (2001)

Lettura del breve poema di Elsa Morante da Il mondo salvato dai ragazzini. Voce recitante Sista Bramini.
Presentato a Roma, alla sala CantieriScalzi. Addio è una storia di disperazione e di allegria narrata da una donna ormai matura che, con appassionata dedizione, segue e custodisce l’avventura esaltante e tragica di un giovane amico da lei teneramente amato. L’insofferenza del ragazzo a ogni regola di comportamento sociale anima la narrazione del poema in cui, nella tragedia individuale di uno spirito puro e anarchico, si delinea il carattere eterno della coscienza giovanile sempre in lotta con l’organizzazione e le macchinazioni del potere. Quando nel 1968 venne pubblicato Il mondo salvato dai ragazzini, Goffredo Fofi scrisse che se poeti come la Morante «non esistessero mancherebbe alla nostra compiutezza umana e alla limpidezza del nostro progetto qualcosa di difficilmente sostituibile».

Respirare sott’acqua (2001)
Lettura a più voci della poesia di Wislawa Szymborska, a cura di D. Attanasio, con S. Bramini e D. Attanasio.
Presentato a Roma (sala CantieriScalzi).
L’opera della grande poetessa polacca (Premio Nobel per la letteratura 1996) prende vita all’interno di un’essenziale allestimento scenico.
Le voci recitanti, le poesie e i canti registrati in lingua originale, le immagini video tratte da Film rosso di K. Kieslowski, sono gli strumenti vocali e visivi che esaltano l’apparente semplicità e la paradossale struttura logica della poesia szimborskiana. «C’è in particolare una domanda, insieme pressante e ingenua che percorre sotterranea o alla luce del sole questa poesia – caratterizzata da una forte struttura ragionativa (e narrativa)- ed è quella del come vivere?» Dalla postfazione di P. Marchesani a Vista con granello di sabbia, Adelphi Edizioni.

Addio mai (2001)
Lettura a tre voci dall’opera poetica di Kikì Dimulà. A cura di D. Attanasio, con S. Bramini, D. Attanasio (voci recitanti) e F. Ferri (canto).
Presentato a Roma (sala CantieriScalzi) con il sostegno della Comunità ellenica e a Venezia per il Centro Donna Poesia. Kikì Dimulà è nata nel 1931 ad Atene; è forse il poeta più amato oggi in Grecia. Nel 1994 le è stato assegnato il premio dell’Accademia di Atene. In Italia è tradotta dall’editore Crocetti. «Il lettore italiano abituato alla poesia moralmente o politicamente impegnata di Ritsos, alla solarità dei paeseggi interiori ed esterni di Elitis, si potrà forse stupire (…) del clima antieroico e prosastico, dell’amara ironia di un monologo interiore ossessivo e monotono della poesia di Kikì Dimulà la cui prima raccolta poetica risale al 1956.»Dalla prefazione di P.M. Minucci a L’adolescenza dell’oblio.