Il progetto di ricerca O Thiasos TeatroNatura

«Il Thiasos nella nostra cultura appartiene a una dimensione rituale perduta, in parte precipitata nel mondo dell’arte. Il Thiasos dionisiaco era una delle origini del teatro, infatti, in greco moderno Thiassos significa ‘compagnia teatrale.Il termine antico, invece, è più vasto, si riferisce a un gruppo di persone che agiscono ispirate da una visione comune non ordinaria della realtà, a una possibilità di sintonia con le forze naturali. Attraverso l’esperienza e la ricerca artistica noi esploriamo e continuiamo a scoprire ciò che O Thiasos evoca e apre in noi tenendo viva la nostra capacità di ribellione». 

 Sista Bramini

Il progetto tra teatro e natura nasce nel 1992 allo scopo di indagare, attraverso gli strumenti dell’arte teatrale, la relazione tra arte drammatica, coscienza ecologica e ambiente naturale. Questo incontro conduce a un ripensamento dell’arte dell’attore rispetto alla sua presenza nello spazio scenico. Analogamente, anche la concezione di drammaturgia,regia e composizione musicale vengono continuamente rimesse in causa. È l’idea stessa di teatro che ripensiamo da un altro punto di vista. Venti anni di O Thiasos TeatroNatura scarica il pdf 

Uno spettacolo che nasce in un luogo naturale – un torrente, un bosco, la cima di una collina, una grotta – deve lasciarsi ispirare dalle caratteristiche del luogo e cercare significati e azioni in relazione con esso. La natura diventa un partner vivo sia per gli artisti coinvolti (attore, regista, musicista, costumista, drammaturgo) sia per il pubblicoIl progetto coinvolge anche lo spettatore, i suoi sensi sono stimolati da due eventi che si svolgono in contemporanea: quello teatrale costruito per il suo sguardo e quello naturale, imprevedibile, autonomo e in continua trasformazione. Un’esperienza marcata dal coinvolgimento di tutti i sensi che include nella vicenda teatrale e naturale affidando ai testimoni l’opportunità di cogliere sincronicità e connessioni tra i diversi fenomeni.

Un importante filone della ricerca riguarda il canto negli spazi naturali: sia attraverso lo studio dei canti della nostra tradizione – antichi modi vocali destinati a una pratica in spazi aperti che rivelano una parentela tra l’essere umano e il suo territorio e ci aiutano ad entrare in sintonia con le caratteristiche acustiche e ambientali di un luogo – sia con la creazione originale di canti e polifonie a cappella che costituiscono un ulteriore veicolo di esperienza e attrazione poetica per lo spettatore nella natura. Mentre la percezione si risveglia, la struttura drammatica del testo -tratta spesso da  miti e testi classici-e della musica interagiscono con il paesaggio. Dai luoghi stessi provengono suggerimenti continui sia per le azioni fisiche che per la qualità vocale, la scelta di materiali e colori per i costumi, l’ideazione registica. Si arriva ad una composizione dinamica che ritrova un equilibrio possibile tra mondo umano e mondo naturale, un equilibrio che conduce alla percezione di una reciproca appartenenza.La luce naturale entra nella scrittura drammaturgica e trascolorando verso la notte segna l’irreversibile scorrere del tempo, la realtà naturale costituisce una sfida, una domanda aperta per la realtà artistica.

La qualità della presenza di un attore deve continuamente confrontarsi con quella, spesso più radicale e poetica, di un albero, un cielo stellato, un richiamo sonoro d’uccelli, un improvviso soffio di vento. Sia l’attore che il personaggio devono essere in costante rapporto con la struttura scenica palpitante, a volte sospesa nell’immobilità della bonaccia ma sempre in continua trasformazione. È come se ad ogni replica l’attore potesse lavorare il proprio ruolo adattandolo ad un altro spettacolo cominciato prima del suo arrivo e che continuerà anche dopo, senza di lui. Infatti non è solo l’umano a dotare di significati la natura ma sono gli stessi luoghi naturali a creare emozioni e significati che ci influenzano: sia pur con infinite sfumature individuali camminare o sostare in una grotta, sulla cima di una collina dal vasto orizzonte sotto un salice dorato dal tramonto dona sensazioni precise
e differenti; in una pianura, al crepuscolo, l’ombra che avanza spinge il nostro stato d’animo all’introversione; attraversare un prato per ripercorrerlo dopo poche ore sotto il cielo stellato ci dà l’impressione che il prato sia tutt’altro e che anche noi siamo diversi da quelli che camminavano
sotto il sole qualche ora prima.Costruire scene in relazione a questi stati d’animo è una parte importante della nostra ricerca. Così vicenda umana, scorrere del tempo e paesaggio entrano in un rapporto inscindibile a vantaggio di una intensità della presenza di attori, spettatori e, misteriosamente, dei luoghi naturali stessi.

Il progetto ha dato vita a numerosi progetti di ricerca, rassegne teatrali, laboratori e spettacoli, presentati in parchi, riserve naturali, festival e aree da valorizzare, su tutto il territorio nazionale. Nel 2000 O Thiasos TeatroNatura ha vinto il prestigioso Premio Europarc - Federazione internazionale Parchi d’Europa-per il miglior progetto di interpretazione ambientale del territorio.