«…molto bisogna guardare, molto ascoltare e cercare la forza vitale indistruttibile… è dentro di noi e fiorisce nel profondo. È la falange su cui girano ragione e miti».
Clarissa Pinkola Estès, Donne che corrono coi lupi

Solo se l’attore si percepisce immerso in un mondo vivo anche lo spettatore, per contagio, vi si percepirà. Mentre la tecnologia ci ha abituati a una relazione mediata con la realtà, per scelta poetica l’attore di TeatroNatura non si avvale di amplificazione della voce, non usa palchi né luci artificiali. Il lavoro è quello di rintracciare la possibilità di una relazione perduta, di ricreare un linguaggio dimenticato. Anche lo spettatore è parte integrante dell’evento dentro lo spazio scenico. Bisogna ogni volta ricreare le azioni fisiche in base alle caratteristiche visive, sonore e ritmiche di quel paesaggio perché ogni
volta O Thiasos possa offrire al pubblico uno spettacolo esclusivo, nato dall’ascolto di quel luogo preciso.
«…C’è un mondo magico e iniziatico che appartiene tanto alle metamorfosi della psiche quanto ai processi di trasformazione legati agli elementi e alle forze della natura. Da più parti s’invoca il binomio donna/terra come una possibilità salvifica di questo nostro pianeta lanciato verso la distruzione e la scomparsa della propria anima. In Danzò Danzò le attrici colgono la sfida radicale di entrare nel corpo del bosco con il proprio corpo, interamente, per riportarne qualcosa in grado di cominciare a curare».
Danzò Danzò, spettacolo itinerante nel bosco al tramonto, è stato invitato per il suo debutto internazionale a Transit, Festival teatrale del Magdalena Project (Odin Teatret), che ha avuto luogo in Danimarca nell’agosto 2009.