«In nova fert animus mutatas dicere formas corpora/L’estro mi spinge a narrare di forme mutate in corpi nuovi»
Ovidio, Metamorfosi

«Nel teatro poesia e scienza devono ormai identificarsi. Ogni emozione ha basi organiche. Coltivando l’emozione nel suo corpo, l’attore ne ricarica la densità voltaica. Sapere in partenza quali sono i punti del corpo che bisogna toccare significa gettare lo spettatore nella ‘trance’ magica. Ed è proprio di questa specie preziosa di scienza che la poesia ha da gran tempo perduto l’abitudine.
Conoscere le localizzazioni del corpo, è perciò ricostituire la catena magica. E io voglio col geroglifico di un soffio ritrovare un’idea del teatro sacro»
Antonine Artaud, Il teatro e il suo doppio

«La capacità di raccontare può essere paragonata a ciò che ho definito, riprendendo la formula di Keats, fare anima: fare anima come fare racconti. Per anima intendo quella prospettiva che approfondisce gli eventi in esperienze, rende il senso possibile, si connette alla religione, si comunica in amore e riflette una relazione speciale con la morte. Inoltre l’anima si riferisce alla possibilità immaginativa racchiusa nella natura umana che riconosce tutte le realtà come fondamentalmente metaforiche e mitiche»
James Hillman, Gli animali nel sogno

Due sono le direzioni teatrali che O Thiasos TeatroNatura sviluppa e affina: la prima si riferisce agli spettacoli itineranti e ai laboratori residenziali nei luoghi naturali. La seconda, incentrata sulla narrazione teatrale, accompagnata dalla musica strumentale e vocale, può essere realizzata sia all’aperto, che nelle sale teatrali.
Di quest’ultimo filone di ricerca, nel quale confluisce inevitabilmente un’esperienza artistica pluriennale, a contatto diretto con la natura, fanno parte Demetra e Persefone dall’inno omerico; Numa, sui miti di fondazione di Roma; Miti d’acqua, Miti di stelle, dalle Metamorfosi di Ovidio, e La leggenda di Giuliano dal racconto di Flaubert, vincitore ai Teatri del Sacro 2011