MILA DI CODRA
       Spettacolo itinerante nei luoghi naturali
       da La figlia di Iorio di Gabriele D’Annunzio 

       Con Camilla Dell’Agnola, Jacopo Franceschet, Azzurra Lochi,
       Luca Paglia, Sonia Montanaro, Veronica Pavani,
       Carla Taglietti, Valentina Turrini
       Musica  a cura di Camilla Dell’Agnola
       Drammaturgia di Dacia Maraini
       Regia di Sista Bramini
       Coproduzione O Thiasos TeatroNatura, Teatro di Gioia e
       Parco Nazionale d’Abruzzo Lazio e Molise

“Toglietemela di dentro così come bella mi parve, come cara mi fu, soffocatela nell’anima mia. Riempitemi dentro tuC quesE solchi d’amore che mi scavò, quando io era alle sue parole d’inganno come la mia montagna rigata dalle acque di neve!” Gabriele D’Annunzio

Mila di Codra è uno spettacolo itinerante nel paesaggio abruzzese da realizzarsi nel periodo estivo. L’opera, secondo lo stile e la poetica della compagnia, viene ogni volta ripensata e adattata sul luogo per il paesaggio specifico in cui si svolge la rappresentazione. Quasi come in un rito, i dieci attori rievocano i personaggi e le vicende attraverso una rielaborazione registca e drammaturgica che prevede una sorta di “transumanza teatrale” in tre tappe. A ogni atto della tragedia corrisponde un luogo diverso di sosta del pubblico. Tra un atto e l’altro gli spettatori si spostano a piedi attraverso il paesaggio diroccato come in una processione laica, incontrando i canti lontani della tradizione contadina e i silenzi della montagna, cullati dai suoni del vento del bosco e delle greggi che ancora abitano la montagna abruzzese.
Nel primo atto il pubblico si incammina verso la casa di Candia della Leonessa: un rudere agreste intorno e dentro al quale si svolgono i preparativi delle nozze del figlio Aligi a cui gli spettatori assistono come invitati e nel quale irromperà, interrompendo i riti, la protagonista Mila di Codra. Nel secondo atto il pubblico si sposta in un pascolo poco distante vicino a uno stazzo o a una grotta, secondo. Qui si assiste al commovente dialogo dell’amore impossibile tra Aligi e Mila e al tragico precipitare degli eventi. Nel terzo atto la tragedia si consuma in un’aia o in una struttura rurale in cui gli spettatori si ritrovano, quasi in un sogno, a far parte del popolo, deciso, pur di ristabilire l’ordine e la pace sociale, a sacrificare Mila che si offre a loro come capro espiatorio.
In Mila di Codra mito, natura e teatro si fondono suscitando nel pubblico sentimenti contrastanti di ribellione e compassione. Lo spettacolo si svolge tra il tramonto e l’imbrunire, il luogo di rappresentazione non è mai solamente uno sfondo scenografico ma dialoga e si integra con la scena come soggetto attivo attraverso scorci, luci, prospettive e atmosfere.