VENERE E ADONE
     di William Shakespeare

     traduzione di Valter Malos
     
    lettura teatrale di Sista Bramini
    con l’accompagnamento musicale del trio ViolaContraKora:
    Camilla Dell’Agnola alla viola, Daniele Ercoli al contrabbasso e
    Silvia Balossi alla kora 

Venere e Adone, uno dei testi, meno conosciuti, di Shakespeare, fu composto nel 1593 quando la città, infestata dalla peste, dovette chiudere i suoi teatri per evitare il diffondersi dell’epidemia. Ispirato al decimo libro delle Metamorfosi di Ovidio, benché avesse già scritto Tito Andronico, Enrico IV e Riccardo III, Shakespeare definì Venere e Adone “il primo parto della mia fantasia” forse a testimonianza del primato che la poesia aveva per lui su tutto, anche sul suo teatro o forse perché fu la sua prima opera ad essere stampata con la sua firma o forse per il clamoroso successo ( solo durante la sua vita fu ristampata ben 10 volte) che l’opera ebbe da subito. La drammaticità teatrale è comunque tutta presente sia nella costruzione del racconto, fortemente a suspense, sia nella tecnica: i versi (essenzialmente dialoghi e monologhi) hanno un carattere impetuoso, con vari crescendo, altalenando, secondo le modulazioni tipiche del grande teatro.
Il poema è in egual misura comico, erotico e commovente: la Venere di Shakespeare è una focosa donna pazza d’amore, nell’accezione più romantica del termine, e Adone un giovane bellissimo che le sfugge e preferisce i piaceri della caccia a quelli dell’amore, sia pur divino. Nonostante gli abbracci, le carezze e gli avvertimenti della dea, il giovane parte per una battuta di caccia al cinghiale che lo azzanna provocandogli una mortale ferita all’inguine. Venere accorre, ma è troppo tardi: non le resta che trasformare il sangue dell’amato esanime nei rossi fiori dell’anemone…L’interpretazione di Sista Bramini, narratrice del mondo antico, restituisce la complessità e l’universalità del mito nella rielaborazione di Shakespeare, la specifica teatralità del testo e, a contatto diretto con il pubblico, la sua appassionante vitalità.
L’originalità del trio musicale ViolaContraKora, che vive della contaminazione tra gli universi musicali legati alla viola e al contrabbasso da una parte e alla kora (l’arpa africana dei griots cantastorie) dall’altra, dialoga con sentimento, ironia ed eleganza sia con i temi archetipici legati alla passione