Scheggia fra le due sponde

9 dicembre 2012

Sala Cantieri Scalzi, via Pistoia 1/C- Roma
ore 21,00

Linea di azione a causa  di Giulia Niccolai ed Henri Le Saux (Swami Abhishiktananda)
di e con Monica Palma

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Come un insetto,
forse una mosca,

vola vola vola e a tratti si posa: così, sullo scorrere apparente dei tempi, fa (si fa percepire) l’eternità.

La distesa del tempo è tutto lo spazio di luce e buio, ombre e lanterne fra oscurità e gocce di luce.

C’è chi guarda le immagini donate dalle visioni degli artisti e ci trova i segni inequivocabili dell’eternità: l’impermanente permanenza, permanente impermanenza, l’intuizione, l’interdipendenza.

Va con le parole dentro alle immagini che descrive, fa muovere parole, ipotesi, folgorazioni e me le pone innanzi, le opere, nel vuoto.

Le antenne si drizzano al riconoscimento della sospensione del centro, al suono della risata che spezza ogni illusione, al sorriso che accoglie il fuoco dell’origine.

Giulia mi racconta di Hokusai, Duchamp, De Chirico, Magritte, Hopper, Murasaki e mi indica con pudore della rivelazione da sogno, le leggi squillanti della vacuità.

Sento le sue sponde fra oriente e occidente, fra orienti e occidenti, origini e aldilà, quando dai troni della dualità, cadono, tramontano i soli.

E in  punta di piedi Giulia incontra la piccola voce di Henri Le Saux, Swami Abhishiktananda (si incontrano nel mio cuore, svincolo e incrocio di saette), una vocina immagino lui abbia avuto, la vocina che trapassa di soffio altre dualità irrisolvibili, se non nell’incanto, per un’anima onesta e

infuocata.

 … Un monaco francese benedettino e induista ad una sponda, una monaca italo-americana, buddista tibetana, scrittrice poetessa, all’altra e nel mezzo, nel mentre, il fiume dello stupore dei tempi, la luce bianca del risveglio.

 Gli occhi di  Swami Abhishiktananda pungono d’intensità, le risate di Giulia Niccolai anche.

 

Attraverso la lettura di opere d’arte degli artisti citati nel libro LE DUE SPONDE, l’autrice Giulia Niccolai stende la percezione al concetto dell’interdipendenza, dell’interdipendenza dei fenomeni, interdipendenza che è vacua di natura propria: “nel volto di Santa Teresa d’Avila del Bernini, in quell’estasi, i troni della dualità cadono”.

 Monica Palma nasce nel 1963 a Lonigo (VI). Durante gli anni’80 e primi ’90 viaggia fra Italia, Francia, Germania e West Africa accostandosi al teatro di ricerca. Interrotto il nomadismo, dal 1994 agisce la sua scrittura intrecciandola a quella di donne visionarie trasformandola in linee di azione performativa: Canti oltre il Pesce; Trilogia di un’ospite e oltre; Scheggia fra le due sponde; In aurem dicere; Mamma che ti passa; PLA th   PAL  ma 11 febbraio 27 luglio 1963; Velatio:opera su appuntamento; Il sogno nella stanza di un uomo; Sotto l’isola, Julia. Ha pubblicato le raccolte poetiche: Con la mia sete, prefazione di Alberto Cappi (Publi Paolini Editore 2008) e Frankestein e dintorni, prefazione di Giulia Niccolai (Lieto Colle  Editore 2011).  mokapalma@alice.it

Info e prenotazioni  388.1726565  organizzazione@thiasos.it 
Ingresso 5,00 euro riservato ai soci ( tessera in scadenza 31.12.2012 gratuita, nuova tessera 2013 10,00 euro) 

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