Numa

15 aprile 2012

Spettacolo con intervallo-buffet a base di libum, ricetta dell’antica Roma

Sala CantieriScalzi, via Pistoia 1/b, Roma
Evento speciale che anticipa il Natale di Roma (21 Aprile)

Ore 19.00

ingresso riservato ai soci:
10 euro 

Numa

Spettacolo di narrazione con paesaggi sonori sulle origini di Roma

di e con Sista Bramini

musiche di Daniele Ercoli e Cristina Mainero
del gruppo Ludi Scenici con suoni e strumenti dell’antica Roma
luci di Carlo Oriani 

«Numa Pompilio, prima di essere incoronato secondo re di Roma, si ritirò tre giorni e tre notti nel bosco dell’Aventino e lì, dalla ninfa Egeria e dai potentissimi demoni locali Pico e Fauno, seppe ogni cosa. Non solo di come Roma era diventata Roma, ma di prima: di quando il mondo non c’era, o meglio era tutto in nuce, caoticamente ammassato nel Gianicolo dentro il quale Giano Bifronte, dio dell’inizio, dormiva da millenni…» Numa, ovvero Roma non fu fatta in un giorno è un racconto sui miti delle origini di Roma e della cultura romana. La vulgata vuole che la civiltà romana fosse povera di miti, mutuati per lo più in epoca tarda da quelli greci. Studi archeologici anche recenti hanno dimostrato l’esistenza di una cosmogonia, di divinità autoctone, di miti, frutto di contatti col mondo greco risalenti ad almeno 1500 anni prima della fondazione di Roma e di apporti decisivi di popolazioni dell’entroterra del Lazio: Etruschi e Sabini. Da una ricerca fondata su questi studi e su fonti classiche è nato un racconto, fatto di molti miti, che narra dell’origine del mondo dal Gianicolo, la nascita del Tevere e dell’Isola Tiberina, di come si popolarono il Campidoglio, l’Aventino, il Palatino, di come nacque l’agricoltura, la metallurgia, la pastorizia, i valori culturali della solidarietà, della fedeltà coniugale, della responsabilità politica e dell’arte. Tutto ricreato e raccontato attraverso storie poetiche e spesso divertenti, intrise di cadenze dialettali. La narrazione è accompagnata da ‘paesaggi sonori’ nei quali timbri e temi musicali, ottenuti con strumenti arcaici e della Roma antica, evocano mondi mitici divenuti paesaggi interiori: l’esaltante ritmo metallico dell’antro infuocato di Vulcano, il suono spiegato di tibie e campanacci di un aurorale mondo pastorale, le note struggenti della lira, voce delle ninfe di fonte…
Lo spettacolo che viene sviluppato in modo orale, cioè perfezionato ogni sera attraverso l’esperienza stessa del narrare, punta sul contatto diretto con il pubblico e, intrecciando miti e timbri arcaici, a tratti in modo poetico e profondo a volte più ironico, divertente o decisamente comico, induce al risveglio di un senso d’ identità e d’appartenenza di cui sentiamo il bisogno.

http://www.thiasos.it/wp/wp-content/uploads/creazioni/numa.pdf

 

I commenti sono chiusi.