Numa

29 novembre 2011

Numa, ovvero Roma non fu fatta in un giorno

Spettacolo di narrazione con paesaggi sonori sulle origini di Roma

di e con Sista Bramini,
musica di Daniele Ercoli e Cristina Majnero del gruppo di ricerca musicale Ludi Scaenici con suoni e strumenti arcaici e dell’antica Roma

Martedì 29 novembre ore 18.30 Roma, Teatro Palladium

all’interno della rassegna

Cinema e Diversità Culturale. XVII CONVEGNO INTERNAZIONALE DI STUDI CINEMATOGRAFICI

«Numa Pompilio, prima di essere incoronato secondo re di Roma, si ritirò tre giorni e tre notti nel bosco dell’Aventino e lì, dalla ninfa Egeria e dai potentissimi demoni locali Pico e Fauno, seppe ogni cosa. Non solo di come Roma era diventata Roma, ma di prima: di quando il mondo non c’era, o meglio era tutto in nuce, caoticamente ammassato nel Gianicolo dentro il quale Giano Bifronte, dio dell’inizio, dormiva da millenni…»

Numa, ovvero Roma non fu fatta in un giorno è un racconto sui miti delle origini di Roma e della cultura romana. La vulgata vuole che la civiltà romana fosse povera di miti, mutuati per lo più in epoca tarda da quelligreci.

Studi archeologici anche recenti hanno dimostrato l’esistenza di una cosmogonia, di divinità autoctone, di miti, frutto di contatti col mondo greco risalenti ad almeno 1500 anni prima della fondazione di Roma e di apporti decisivi di popolazioni dell’entroterra del Lazio: Etruschi e Sabini.

Da una ricerca fondata su questi studi e su fonti classiche è nato un racconto, fatto di molti miti, che narra dell’origine del mondo dal Gianicolo, la nascita del Tevere e dell’Isola

Tiberina, di come si popolarono il Campidoglio, l’Aventino, il Palatino, di come nacque l’agricoltura, la metallurgia, la pastorizia, i valori culturali della solidarietà, della fedeltà coniugale, della responsabilità politica e dell’arte.

Tutto ricreato e raccontato attraverso storie poetiche e spesso divertenti, intrise di cadenze dialettali.

La narrazione è accompagnata da ‘paesaggi sonori’ nei quali timbri e temi musicali, ottenuti con strumenti arcaici e della Roma antica, evocano mondi mitici divenuti paesaggi interiori: l’esaltante ritmo metallico dell’antro infuocato di Vulcano, il suono spiegato di tibie e campanacci di un aurorale mondo pastorale, le note struggenti della lira, voce delle ninfe di fonte…

Lo spettacolo che viene sviluppato in modo orale, cioè perfezionato ogni sera attraverso l’esperienza stessa del narrare, punta sul contatto diretto con il pubblico e, intrecciando miti e timbri arcaici, a tratti in modo poetico e profondo a volte più ironico, divertente o decisamente comico, induce al risveglio di un senso d’ identità e d’appartenenza di cui sentiamo il bisogno.

Così la critica:

«Sista Bramini, attrice e regista teatrale porta sulla scena le storie più belle della mitologia: episodi diversi cuciti tra loro in un racconto unico. (…) L’autrice e interprete riesce a creare un’atmosfera sospesa e presta corpo e voce a Vulcano, Ercole, Romolo e Remo che li usano per raccontare la propria storia.

Accompagnano la narrazione due musicisti del gruppo Ludi Scenici, che utilizzano riproduzioni fedeli di strumenti musicali dell’antica Roma per evocare il rumore del vento tra i rami, dell’acqua sulle pietre, il belare di un gregge di pecore o il calpestio di una mandria di giumente.

(…) “Quando ho visto questo spettacolo sono rimasto incantato racconta il celebre archeologo Andrea Carandini- è l’esatta rappresentazione del mito che per vivere deve essere arricchito e variato continuamente. Sista Bramini si ispira al mio libro, riconosco alcuni dettagli negli angoletti della rappresentazione, che poi ricuce, arricchisce con pezzi nuovi in modo raffinato. Solo così oggi si può raccontare la mitologia”. (…) Con lei la recitazione lascia il posto al cantastorie di una volta».

Silvia Testa CORRIERE DELLA SERA

Numa: Scheda dettagliata dello spettacolo in pdf

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