Fiume che mi guardi

Fumane 2 luglio 2012

Ciao Sista e ciao alle ragazze!!!!

Sto lavorando, è un pò dura riprendere per me quando entro così intensamente nella Natura. Mi era successo anche 18 anni fa quando ho trascorso tre mesi in Sardegna per lavoro (rilievi, ecc nel territorio sardo).

Radici, terra madre, odori, profumi, colori, vibrazioni……….Quando sono in giro per rilievi in relazione al mio lavoro sento continuamente un profondo e continuo richiamo con la Terra Madre che è anche acqua, silenzio, alberi, uccelli, luce, riflessi, colori e penombre. Oggi al rientro da Centeno dove abbiamo condiviso l’esperienza dell’evento “Fiume che mi Guardi” , mi è venuta voglia di scrivere per esprimere, comunicare e forse mantenere vivo un contatto con voi, con Te.

Credo di essere fortunata, ad entrare dentro di voi, con voi nella Natura.
Un momento speciale  in questa fase così difficile della mia vita. Dicono che dalla sofferenza ci si rafforza.  Però è dura.
Quando ci si scambiano idee, sensazioni non sempre mi risulta semplice esporle soprattutto di fronte a tante persone. O forse perchè  in quel momento non sono ancora traducibili in parole (io sono così).

La sensazione, il desiderio profondo di entrare dentro, dentro l’essenza,  l’anima, è un lavoro, una ricerca. Sono così  istintive  per me la sensazione e l’emozione del contatto immediato con la Natura, con la radice, con la Terra Madre. Ed è sofferenza, oltre che gioia.

L’esperienza del TeatroNatura è un tramite, un’unione,  una soluzione di continuità. Con il TeatroNatura ci si spoglia.
Anche i vostrri abiti sono essenziali. Sista non sei vestita da Dea o altro, ma la Dea, in quel momento è dentro di Te e solo con quella tua tunica rossa si sente.

Allora credo che ogni uomo abbia dentro l’essenza che però spesso è così lontana (come diceva Andrea  ieri sarebbe bello che ogni uomo potesse avere un’occasione così profonda); ma forse ognuno ha un suo compito perchè tanti schemi, strutture, archetipi la imprigionano.

E’ una fase nera della mia vita, intesa come dolore. Abbandono, carichi affettivi, ma l’immersione nell’acqua, l’abbraccio ad una pianta, i piedi scalzi sulla terra fanno riemergere una forza energetica vitale incredibile. E’ la mia spiritualità (che a volte traduco come “orsite”).

Allora, sempre in questa fase, mi sto allegerendo dalla “cultura”, dall’essere “intellettuale” perchè sento che questo non permette di arrivare all’essenza , ma crea altre barriere e quindi difficoltà di comunicazione. Ieri, nella prima fase di scambi molto interessanti, ho però sentito questo e cioè che cercare di definire e catalogare ha corso il rischio di allontanarsi un pò dall’anima. Siamo un unico mondo, non più mondi.

Ciao sista, grazie di cuore e spero di vederti presto e di riuscire a partecipare ancora.
Un forte abbraccio

Costanza

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